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Viaggio nelle Case della salute. Promosse ma poco conosciute

Viaggio nelle Case della salute. Promosse ma poco conosciute

Viaggio nelle Case della salute Promosse ma poco conosciute I cittadini: «Meglio qui, evitiamo le solite attese infinite».

Bologna fornire ai cittadini un punto di riferimento per le cure primarie. Creando un luogo unico dove far lavorare insieme medici di base e specialisti, dove sia possibile effettuare le analisi del sangue e prenotare le visite nei centri Cup, con l’obiettivo di snellire anche i carichi dei pronto soccorso legati ai codici bianchi. E con questo obiettivo che la Regione, con una delibera del 2010, ha dato il via alla costruzione delle Case della salute, che ad oggi sono 85 su tutto il territorio (altre 37 sono programmate per i prossimi anni), dislocate equamente tra le varie province, in cui lavorano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti territoriali, infermieri, ostetriche, operatori socio sanitari, assistenti sociali e personale addetto al front office.

Alla casa della salute Max Ivano Chersic, di via Beroaldo, a Bologna, giovedì già di primo mattino il centro Cup è pieno di persone che devono prenotare una visita. La struttura, infatti, è diventata subito punto di riferimento dei residenti del quartiere San Donato e il parere di molti pazienti è sempre positivo sia per quanto riguarda i tempi di attesa che per l’efficienza dei l’efficienza di medici e infermieri. In questo periodo, però, in tanti si rivolgono alla casa della salute per essere visitati dalla guardia medica, visto che per le feste alcuni medici di base non ci sono, ma quando arrivano in via Beroaldo trovano una brutta sorpresa. «Ho problemi di pressione e ho bisogno che mi vengano prescritti dei farmaci, mi hanno consigliato di venire qui, ma la guardia medica c’è solo la sera dalle 20 — racconta Gianluca —. Diciamo che in questo modo è come se il servizio non ci fosse, ma non voglio essere critico, perché il centro funziona bene».

La stessa disavventura la vive Anna, una signora sui 60 anni, arrivata in via Beroaldo con un po’ di febbre. «E un prefestivo e il medico di base non c’è, ma fino a stasera neanche la guardia medica — commenta —. L’unica cosa che posso fare è tornare più tardi. Non voglio andare al pronto soccorso a fare ore di attesa per un po’ di influenza». Alleggerire il carico dei pronto soccorso, infatti, è uno dei compiti delle case della salute. Secondo i dati pubblicati a giugno sul sito della Regione emerge che «dove c’è una casa della salute l’accesso al pronto soccorso per codice bianco è sceso in media del 26%, pur con andamenti differenziati nei territori — si legge sul sito —. L’assistenza a domicilio degli infermieri ha registrato un 50%, quella dei medici di medicina generale (rivolta a persone per lo più anziane e affette da patologie gravi) è aumentata del 7%».

Spostandosi da Bologna a Modena, i pareri positivi dei pazienti non cambiano. Tra Finale Emilia e Cavezzo sono state inaugurate due case della salute, la prima più grande, che dovrà essere ampliata nei prossimi anni, con sette medici, infermieri e specialisti, la seconda più piccola, che offre ai cittadini i servizi primari tra cui molto apprezzata è la presenza del pediatra. A Spilamberto, poi, la casa della salute ha conquistato tutti i cittadini, soprattutto per l’accoglienza. «A me piace molto — spiega una pensionata all’uscita della struttura — appena entri hai la sensazione che tutto sia ordinato. Si respira un’aria più familiare dei soliti ambulatori». All’interno della casa della salute, infatti, saltano subito agli occhi gli arrendi nuovissimi, ma colpisce soprattutto come tante persone chiacchierino tra loro. Musi lunghi e sguardi persi nel vuoto, tipici delle strutture sanitarie, quasi non ce ne sono.

Resto del Carlino di lunedì 9 gennaio 2017, Francesco Pandolfi

Complimenti dott. Corona!

Complimenti dott. Corona!

Giovanni Corona – Andrologo presidente società Andrologia

E’ Giovanni Corona, medico dell’Ospedale Maggiore di Bologna, il nuovo presidente della Società italiana di andrologia e medicina della sessualità (Siams). Il neoeletto, che è undicesimo nella Top 30 della categoria ‘Reproductive Medicine’, cioè Andrologia, della rivista Lab Times, sarà in carica per il biennio 2019-2020 ed è attualmente il presidente più giovane mai eletto. Corona è anche tra i primi 90 nella Top Italian Scientist che riunisce tutte le categorie scientifiche mediche e non.
La Siams è una società radicata su tutto il territorio nazionale, con 400 iscritti e 28 centri affiliati, che si occupa delle principali problematiche che riguardano la fertilità e la sessualità di coppia.

DIABO augura buon lavoro al  dott. Giovanni Corona che, oltre all’andrologia, segue anche i diabetici presso l’Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia dell’Ospedale Maggiore diretta dalla dottoressa Alessandra Sforza.

Fish e fest

Fish e fest

Complice la tradizione natalizia che in tante regioni prevede un menu a base di pesce, dalla classica pasta alle vongole, alle cozze gratinate, al salmone scottato, tanto vale fare le scelte giuste per conciliare ‘gusto e salute’. Si scopre così che se le cozze sono ottime alleate per combattere i reumatismi, sempre più in agguato con il repentino cambio di temperature, le vongole sono delle perfette ‘aiuto-spazzine’ dei vasi sanguigni, i gamberi un potente antiossidante salva-invecchiamento, mentre un bel trancio di salmone può conciliare il sonno. Si tratta di alcune delle proprietà terapeutiche spesso nascoste di pesci e molluschi, come rileva la Federcoopesca-Confcooperative in un sondaggio sugli italiani in fatto di cibo e salute. Tre connazionali su 4, infatti, sanno che la dieta alimentare è un alleato fondamentale per rimanere in forma, ma poi 7 su 10, invece di modificare il proprio menu, si ‘cura’ assumendo integratori, un pò perchè non sa un pò per pigrizia.

Tra le 10 dieci specie fresche più acquistate in Italia ci sono proprio le cozze, ricorda la Federcoopesca, che grazie all’alto contenuto di glucosamina sono considerate un forte antinfiammatorio naturale che aiuta a protegge da artrosi e artriti; sono anche fonte di proteine nobili, di vitamine C e B e di diversi sali minerali, come potassio, sodio, fosforo, zinco e ferro. Ad assicurare una vera sferzata di salute, basta seguire la moda optando per pasta cozze e pecorino, ottimo connubio di gusto e salute; il Pecorino Romano e Sardo, infatti, contiene un rapporto ottimale di Omega 3 e Omega 6, grazie al latte di animali alimentati prevalentemente al pascolo ricco di essenze foraggiare diversificate dall’alto valore nutrizionale. Le vongole poi, come un pò tutti i molluschi bivalvi, possiedono una notevole quantità di vitamina B12, particolarmente carente nei regimi alimentari vegani, essenziale per l’azione che ha sul metabolismo dell’omocisteina che contribuisce a tenere nei giusti livelli, evitando che si depositi troppo colesterolo nei vasi sanguigni. Per conciliare il sonno via libera poi al pesce, meglio se grasso dal salmone, al merluzzo, al pesce azzurro. Una ricerca dell’Università norvegese di Bergen ha dimostrato come adulti e bambini con bassi livelli ematici di omega 3 e di vitamina D presentino un maggior rischio di disturbi della qualità del riposo. Insomma un cambio di menu potrebbe essere utile oltre che gustoso, visto che in Italia si consumano meno di 20 chilogrammi l’anno di prodotti ittici, di cui appena il 15% con alto contenuto di omega 3.

N.B.: nella tavola del diabetico il pesce fa bene ma occorre ricordare come alcune specie sono da consumare raramente o per niente come, ad esempio, i frutti di mare, il polpo, i gamberetti poiché apportano alte percentuali di colesterolo e e grassi. Nel caso dei gamberetti poi c’è pure una certa quantità di carboidrati da calcolare.