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Categoria: Diritti

Prevenzione: un progetto importante per la salute e noi diabetici dalla Regione Emilia-Romagna

Prevenzione: un progetto importante per la salute e noi diabetici dalla Regione Emilia-Romagna

Un importante e, aggiungo, ambizioso progetto di Legge d’iniziativa di 34 su 50 consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna di tutti i gruppi politici, nessuno escluso, è stato presentato ieri e il primo firmatario è Paolo Zoffoli Presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea Legislativa, titolo: “Promozione della salute, del benessere della personae della comunità e prevenzione primaria”. OGGETTO 7337.

Estrapoliamo i passaggi chiave del progetto riportati nella relazione al medesimo.

Da diversi anni, a livello internazionale e nazionale, si è incrementato il dibattito che sottolinea l’importanza della prevenzione ai fini della salute delle persone e delle comunità. Studi scientifici, convenzioni e documenti internazionali, così come studi e progetti nazionali, hanno evidenziato che stili di vita sani, adeguate pratiche di screening, e soprattutto una più ampia informazione e cultura nella popolazione consentono di ridurre in modo significativo il carico delle malattie evitabili, in particolare consentendo una più lunga aspettativa di vita e soprattutto un maggior numero di anni vissuti in salute.

Con una frase ormai divenuta celebre e spesso ripresa e citata, il premio Nobel Rita Levi Montalcini definì in questi termini gli obiettivi della medicina di prevenzione: «Se la durata della vita media è di circa 80 anni, la durata della vita media in salute è in realtà di 50 anni. Riuscire a trasformare questo intervallo di 30 anni in un periodo di vita sana significherebbe non solo elevare la qualità della vita delle persone, ma anche liberare risorse importanti del Servizio sanitario nazionale».

Per aggiungere non solo anni alla vita, ma qualità di vita agli anni, occorre quindi uno sforzo complessivo, delle persone e della comunità, che inizia molto prima che si avvicini l’età critica in cui molte patologie prevenibili cominciano a manifestarsi, educando sin dalla primissima infanzia (e addirittura fin dalla gravidanza) ad una corretta alimentazione, ad un adeguato esercizio fisico, alla attenzione agli elementi di stress tipici della vita odierna, alla cura di un ambiente più salubre, e così via. Si tratta di agire politicamente, cioè, sui “determinanti di salute” di tipo ambientale, sociale, culturale, comportamentale, che nel corso degli anni possono incidere profondamente sul benessere fisico ementale delle persone e sulla salute complessiva di una comunità. Tra questi fattori, ormai da tempo è noto che l’istruzione e l’informazione costituiscono un “determinante” assolutamente centrale, così come povertà e diseguaglianze sociali, che sfociano spesso, nel lungo periodo e in media, in minore salute, specie nella parte avanzata dell’esistenza.

Fra i fattori di rischio presenti nel nostro paese, quello che causa più disabilità e più perdita di anni di vita (calcolata in DALY), è la dieta (13% del totale dei DALY persi), seguita dall’ipertensione (11%), dal fumo (10%), dal sovrappeso (9%), dalla sedentarietà (6%), dalla alta glicemia e colesterolemia (5% e3,5% rispettivamente) e dal consumo di alcool (3,5%). Come si vede, si tratta di fattori tutti connessi in gran parte agli stili di vita individuali, alle scelte alimentari, alla attività motoria. Ad un livello più basso si colloca l’inquinamento ambientale con le sue conseguenze sulla salute (3,5% dei DALY persi). Da segnalare però anche altri fattori: poco al di sotto del 2% si colloca il consumo di droghe, ma anche il rischio occupazionale, fenomeno questo assai meno attenzionato nelle sue ricadute sulla salute nel dibattito pubblico. Malattie ischemiche, mal di schiena, e malattie cerebrovascolari sono state nel nostro paese, nella rilevazione OMS del 2010, le principali cause d’i anni di vita persi (per mortalità o per disabilità). Infarto e ictus, pur restando le due principali cause di anni di vita persi, rispetto al 1990 hanno ridotto notevolmente la loro incidenza, segno che le politiche di prevenzione -unite evidentemente agli investimenti sanitari ed ai netti progressi della medicina specialistica e di emergenza- possono dare dei risultati concreti. Crescono però i disturbi muscolo-scheletrici e di oltre il 10% gli anni di vita persi per diabete e mal di schiena. Da segnalare anche il forte incremento degli anni di vita persi, soprattutto in termini di disabilità e nella parte centrale dell’esistenza, per la depressione: in generale, la salute mentale e tutto il complesso del benessere (anche in senso psichico) deve diventare sempre di più un tema rilevante nel complesso delle politiche per la salute pubblica, ed essere affrontato sempre più anche in termini preventivi.

  1. DALY è per l’OMS il numero di anni di vita persi a causa della malattia, a seguito di una intervenuta disabilità o della morte prematura rispetto alla aspettativa di vita.

Il Progetto riporta un articolo specifico dedicato al diabete.

Articolo 17. Prevenzione del diabete dell’adulto

L’articolo prevede che la Regione, nell’ambito degli obiettivi della Strategia regionale (SRP) di cui all’articolo 9, promuova -in particolare attraverso la medicina di iniziativa- gli stili di vita utili a prevenire i fattori correlati allo sviluppo del diabete mellito di tipo 2, o diabete dell’adulto, come ad esempio l’obesità, il sovrappeso, la carenza di attività motoria, la non corretta alimentazione. Sono promosse e sostenute a questo scopo le iniziative di informazione e educazione rivolte alla popolazione generale, nonché le iniziative di educazione terapeutica rivolta alle persone con diabete, valorizzando il contributo delle associazioni dei pazienti.

Siccome il parlamentino regionale è prossimo alla scadenza del proprio mandato crediamo che tale proposta avrà tempi di approvazione piuttosto rapidi.

Addio contanti i ticket al Cup si pagano solo con bancomat e carte di credito

Addio contanti i ticket al Cup si pagano solo con bancomat e carte di credito

Addio contanti i ticket al Cup si pagano solo con bancomat e carte di credito. Il provvedimento scatterà venerdì. Non cambia invece nulla nelle prenotazioni dentro le farmacie Dal prossimo 1 giugno non sarà più possibile pagare in contanti agli sportelli Cup di Bologna, ma solo con carte elettroniche. Il denaro potrà essere usato per pagare i ticket solo ai riscuotitori automatici e nelle farmacie. Lo ha deciso l’Ausl, in linea con la normativa vigente, dopo averlo sperimentato in passato in alcuni sportelli. La svolta consente «un risparmio economico per l’azienda e un vantaggio peri cittadini, per lo snellimento delle code agli sportelli – spiega la stessa azienda sanitaria – nonché una diminuzione dei rischi legati all’uso del contante, sia per gli utenti che per gli operator!». Per eventuali richieste di rimborso, bisognerà indicare il codice Iban per ricevere il bonifico. In via transitoria, la possibilità di incassare in contanti rimane in alcuni punti Cup: ospedali di Budrio, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto, Porretta, Vergato, Loiano e Bazzano; poliambulatorio di Baricella, Calderara e Castiglione dei Pepoli; casa della salute di San Lazzaro e Casalecchio.

Ieri l’Ausl ha diffuso un’altra novità. Dal primo giugno, lo schema della terapia anticoagulante orale (TAO) sarà consegnato dopo le ore 17. Pub essere ottenuto in diversi modi: ritirandolo di persona nei punti abituali, in farmacia o a mezzo fax o mail attraverso l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati (AIPA).

La puntura te la faccio si o no?

La puntura te la faccio si o no?

Prendendo spunto dal caso emerso di una piccola diabetica tipo 1 di 4 anni nel cervese che richiede la somministrazione d’insulina mediante iniezioni durante l’orario di frequenza dell’asilo, la Consigliera regionale Raffaella Sensoli ha presentato una interrogazione (oggetto 6584) e una risoluzione (oggetto 6585) alla Giunta per chiedere di regolamentare, anche attraverso i necessari raccordi con l’Amministrazione scolastica, la somministrazione di farmaci per i bambini diabetici frequentanti i servizi educativi per l’infanzia, che necessitano di somministrazione improrogabile di farmaci in orario scolastico, garantendo un approccio omogeneo alla gestione degli interventi su tutto il territorio regionale.

E circa l’opportunità di intervenire con urgenza disponendo un servizio domiciliare infermieristico domiciliare per il caso esposto nelle premesse affinché la bimba possa frequentare con tranquillità il servizio educativo per l’infanzia e le educatrici del servizio ed altro personale possano acquisire le dovute conoscenze da parte dell’AUSL, affinché possano valutare con cognizione e senza alcuna imposizione e soprattutto senza alcuna recriminazione esterna se effettuare per il futuro la somministrazione dell’insulina alla bimba.

Invitando tutte le AUSL del territorio regionale a stipulare protocolli integrati di accoglienza/assistenza in modo omogeneo su tutto l’ambito aziendale concordato fra tutti gli attori interessati (Servizio Sanitario, Famiglie, Amministrazione scolastica, Enti Locali, soggetti Gestori dei servizi e scolastici, Associazioni di riferimento delle persone affette da diabete del territorio) affinché i bambini diabetici che frequentano i servizi educativi per l’infanzia e scolastici, possano disporre di assistenza specialistica adeguata alle esigenze di salute, anche in orario scolastico.

Rafforzando e strutturando anche le specifiche attività formative per il personale operante nei servizi educativi e nelle scuole.