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Categoria: Notizie

Nuovi codici accesso pronto soccorso

Nuovi codici accesso pronto soccorso

Svolta al pronto soccorso: invece dei 4 codici colorati una scala di 5 numeri il piano per distinguere meglio tra i casi «verdi»: il 70% del totale  La sperimentazione. II Lazio è l’unica Regione ad aver fatto una sperimentazione. Si comincia a gennaio .

C’è molto più del semplice cambiamento di colore nella rivoluzione dei codici appena avviata dal Lazio nei pronto soccorso e destinata poi a coinvolgere tutti gli ospedali italiani. Il Lazio è l’unica Regione ad aver fatto precedere la «riforma» da una sperimentazione tra gli operatori ed ora è pronta al via. Si comincia a gennaio. Lo scopo del nuovo modello, impostato anche da Toscana e Friuli-Venezia Giulia, è accorciare le attese e restringere il margine di errore nei casi che si prestano alla sottovalutazione del rischio e a episodi di malasanità. Si passa dai tradizionali quattro colori di priorità (rosso, giallo, verde e bianco) a cinque numeri. Inutile cercare l’equivalenza tra gli uni e agli altri, come si fa con voti e giudizi a scuola quando ci si chiede a cosa corrisponda ad esempio un «buono». Entra in gioco una diversa organizzazione sanitaria, come prevedono le linee guida di imminente approvazione in Conferenza Stato Regioni dopo annidi preparazione. La Commissione ministeriale nominata nel 2013 ha infatti ultimato il documento nel 2016. Nel frattempo i pronto soccorso, ora Dipartimenti di emergenza e urgenza, hanno macinato una media di 24 milioni di prestazioni l’anno, una al secondo. Tre volte su quattro si sono concluse senza ricovero. La svolta investe soprattutto i codici verdi che nell’attuale riclassificazione riguardano i casi poco critici e con assenza di rischio di evoluzione. Sette pazienti su io finiscono in questa sorta di calderone e, a differenza di rossi e gialli, restano sulle panche esterne alla zona medica. Nella moltitudine possono sfuggire le urgenze. Ci sarà dunque una diversificazione dei livelli di precedenza alle stanze di visita in base a più dettagliati criteri di valutazione da parte dell’infermiere specializzato, preposto all’accoglienza e al triage, cioè alla determinazione delle priorità (dal francesce trier). Un esempio: a chi arriva al pronto soccorso con dolori addominali, dopo l’esame clinico del triagista viene assegnato il numero 2 se corre il rischio di occlusione intestinale o perforazione, mentre scende al 3 (o addirittura alo e 5) se l’ipotesi è che si tratti di colite odi un disturbo di poco peso.

La puntura te la faccio si o no?

La puntura te la faccio si o no?

Prendendo spunto dal caso emerso di una piccola diabetica tipo 1 di 4 anni nel cervese che richiede la somministrazione d’insulina mediante iniezioni durante l’orario di frequenza dell’asilo, la Consigliera regionale Raffaella Sensoli ha presentato una interrogazione (oggetto 6584) e una risoluzione (oggetto 6585) alla Giunta per chiedere di regolamentare, anche attraverso i necessari raccordi con l’Amministrazione scolastica, la somministrazione di farmaci per i bambini diabetici frequentanti i servizi educativi per l’infanzia, che necessitano di somministrazione improrogabile di farmaci in orario scolastico, garantendo un approccio omogeneo alla gestione degli interventi su tutto il territorio regionale.

E circa l’opportunità di intervenire con urgenza disponendo un servizio domiciliare infermieristico domiciliare per il caso esposto nelle premesse affinché la bimba possa frequentare con tranquillità il servizio educativo per l’infanzia e le educatrici del servizio ed altro personale possano acquisire le dovute conoscenze da parte dell’AUSL, affinché possano valutare con cognizione e senza alcuna imposizione e soprattutto senza alcuna recriminazione esterna se effettuare per il futuro la somministrazione dell’insulina alla bimba.

Invitando tutte le AUSL del territorio regionale a stipulare protocolli integrati di accoglienza/assistenza in modo omogeneo su tutto l’ambito aziendale concordato fra tutti gli attori interessati (Servizio Sanitario, Famiglie, Amministrazione scolastica, Enti Locali, soggetti Gestori dei servizi e scolastici, Associazioni di riferimento delle persone affette da diabete del territorio) affinché i bambini diabetici che frequentano i servizi educativi per l’infanzia e scolastici, possano disporre di assistenza specialistica adeguata alle esigenze di salute, anche in orario scolastico.

Rafforzando e strutturando anche le specifiche attività formative per il personale operante nei servizi educativi e nelle scuole.

Bando 100 posti per medici di famiglia

Bando 100 posti per medici di famiglia

 

Medici di famiglia, bando da 100 posti . Si aprono le porte per gli aspiranti medici di famiglia in regione, in vista dei prossimi pensionamenti e di una possibile carenza di organici. La Regione ha pubblicato il bando per il nuovo corso di formazione 2018-2021:1 posti sono 100, il 70% rispetto al precedente del 2015. Borse di studio coperte: 95 saranno finanziate con risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale, le altre cinque con fondi aggiuntivi regionali. Ad oggi sono 2.925 i medici di famiglia in servizio in Emilia-Romagna.