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Categoria: Notizie

Insufficienza renale: prevenire è meglio che curare

Insufficienza renale: prevenire è meglio che curare

In regione Insufficienza renale Ambulatori Pirp per chi ne soffre.

Ogni anno, in Emilia-Romagna, arrivano alla fase terminale dell’insufficienza renale cronica, quindi alla dialisi o al trapianto, tra i 700 e gli 800 pazienti. Ridurre la velocità di progressione della malattia e l’entità delle complicazioni collegate, a partire da quelle cardiovascolari, è l’obiettivo principale del progetto Pirp (Prevenzione insufficienza renale progressiva), che coinvolge tutte le strutture nefrologiche del Servizio sanitario regionale. Dal 2005 ad oggi sono già stati inseriti in questo percorso più di 26.000 pazienti, sottoposti complessivamente a oltre 78.000 visite: ciò ha permesso di controllare l’incidenza di nuovi ingressi in dialisi. Ora la Regione ha deciso di rafforzare la rete dei professionisti e dei centri coinvolti promuovendo l’accesso sempre più precoce al percorso per un numero sempre maggiore di pazienti attraverso l’attivazione degli ambulatori Pirp.

Allarme diabetologi: le terapie innovative sono negate a troppi malati

Allarme diabetologi: le terapie innovative sono negate a troppi malati

Terapie e farmaci innovativi ‘off limits’ (*) per moltissimi malati di diabete in Italia, con una disparità di trattamento tra le Regioni “diventata inaccettabile”. La denuncia arriva dal presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Giorgio Sesti, in apertura del 27/mo Congresso nazionale della Società scientifica: “E’ molto grave – afferma – che si continui a registrare una grande diversità tra le Regioni per quanto riguarda l’accesso ai farmaci, con una situazione a macchia di leopardo che non vede tuttavia il Sud come l’area necessariamente più penalizzata”.
Infatti, spiega Sesti, “nonostante le linee di indirizzo dell’Agenzia italiana del farmaco, varie Regioni hanno deciso norme restrittive per la prescrizione dei farmaci innovativi più costosi: è il caso, ad esempio, di Emilia Romagna, Piemonte e Sardegna, dove si è stabilito una sorta di tetto in base al quale ben oltre il 50% dei pazienti deve essere trattato con i farmaci ‘tradizionali’ partendo dall’assunto di uno sfavorevole rapporto costi-benefici rispetto all’uso delle terapie innovative”. Una posizione rigettata però dalla Sid: “Vari studi – afferma Sesti – dimostrano che le terapie innovative abbattono la mortalità e prevengono un’alta percentuale di eventi cardiovascolari, soprattutto in quel 23% di pazienti con diabete di tipo 2 che già hanno avuto complicanze cardiache”. E non è vero, sostiene, che alla fine il sistema spenda di più: “Il costo annuale di un paziente diabetico ospedalizzato per complicanze è infatti di circa 7.500 euro, mentre un ciclo annuale di un farmaco innovativo costa intorno ai 900 euro.
Dunque, il 75% della spesa per il diabete è dato da ricoveri e complicanze e solo il 25% da farmaci e visite. Ma i farmaci innovativi possono prevenire un’alta percentuale di complicanze e quindi, sul lungo termine, il sistema sanitaria risparmia”.
Analoga situazione, sottolinea Sesti, anche per i dispositivi medici per il monitoraggio continuo della glicemia, molto meno invasivi rispetto ai metodi tradizionali: “In alcune Regioni, come Puglia e Sardegna, non ne è riconosciuta la rimborsabilità ai diabetici di tipo 2, che fanno ben 4 dosi di insulina al giorno e sono quindi costretti a ‘bucarsi’ ripetutamente i polpastrelli per monitorare la glicemia”. Ma le differenze sono “spalmate sul territorio e non registrano una netta contrapposizione nord-sud: così, “Regioni ‘virtuose’ – chiarisce – sono ad esempio Campania, Lazio, Toscana, ma anche la Calabria sul fronte delle prescrizioni dei farmaci innovativi”. A partire da questa situazione, il presidente dei diabetologi lancia dunque un appello al futuro ministro della Salute: “Il diabete, un’epidemia in costante crescita con circa 4 milioni di italiani già colpiti, va considerato come una priorità di salute pubblica, alla stregua dei tumori, e ciò richiede un maggiore investimento in Ricerca e terapie”. Ma altra misura urgente, aggiunge Sesti, è anche “ampliare gli screening per il controllo della glicemia sulla popolazione a rischio, a partire dai soggetti obesi o con familiarità per la patologia, considerando che si stima che sono circa 1 milione i casi di diabete in Italia ancora non diagnosticati”. Si tratta di un semplice esame del sangue “dal costo di un caffè, ma che – conclude – servirebbe ad evitare costi altissimi e, soprattutto, a salvare molte vite evitando complicanze gravi”.

(*) Analoghi di GLP-1

Freestyle Libre: comunicato della Presidente DIABO Agata Magaletta

Freestyle Libre: comunicato della Presidente DIABO Agata Magaletta

È con vero e grande piacere che vi comunico che da ieri la Regione Emilia Romagna ha predisposto la prescrizione del Free Style Libre.

La notizia ci è stata comunicata ieri dal Dottor A. Brambilla, responsabile politiche per la salute, durante il corso di Formazione per il Cittadino Attivo e Competente, che alcuni di noi di DIABO stanno frequentando in Regione.

Questo è un’importante traguardo raggiunto grazie al lavoro portato avanti dalla presidente della Feder, federazione cui facciamo parte, Rita Stara.

Ovviamente la prescrivibilità è subordinata a criteri che potrete trovare nella circolare qui consultabile.

Vi raccomandiamo di chiedere tutte le informazioni ai vostri medici delle diabetologie dell’Ospedale Maggiore, Sant’Orsola e delle Malattie del Metabolismo, saranno loro che vi comunicheranno chi potrà aver diritto a questo dispositivo.

Bisognerà firmare un Consenso Informato e ci sarà uno stretto controllo sul corretto utilizzo, pena il ritorno alle “striscette”.

Vi ricordo, inoltre, il Corso sul Calcolo dei Carboidrati in programma dal 31 Maggio al 21 Giugno, ci sono ancora alcuni posti liberi.

Per qualsiasi informazione potrete contattare il numero 3701017554.